A day in the life: Women of Hospitality Management (Ita/Eng)

Meet Laura Lo Mascolo, CEO di Interlude Hotels. Read the full interview in Italian and English below.

Ciao Laura, facci una breve introduzione sul tuo percorso di carriera.

Ho sempre pensato che in una terra come la Sicilia il turismo meritasse molto di più. Per questo, dopo la laurea in Statistica, ho avuto modo di sviluppare competenze strategiche per il turismo collaborando con istituzioni e università per lo studio e il potenziamento di progetti finalizzati alla destagionalizzazione. Ho quindi scelto di analizzare dall’interno l’andamento del mercato internazionale, come Sales Specialist per Marriott International, riuscendo poi a mettere in pratica quanto appreso negli anni. Grazie a questo percorso, ho avuto la possibilità di far crescere la produttività e il posizionamento sul mercato di strutture ricettive autonome di cui sono stata Direttore Generale, questo anche grazie a strategie di Dynamic Revenue che prendessero in considerazione ogni aspetto degli hotel indipendenti. Grazie a queste esperienze ho fondato Interlude Management srl e il suo brand Interlude Hotels & Resorts di cui sono CEO. Inoltre, con orgoglio e passione continuo a dedicarmi alla formazione di nuovi Manager del Turismo presso l’UET (Scuola Universitaria Europea per il Turismo con sede a Palermo) in qualità di docente per il coordinamento del Project Work; lo scopo è far sì che il Turismo e i Manager di domani possano sviluppare progetti di business virtuosi.

Laura, CEO per Interlude Hotels. Un progetto a cui hai dato forma e che sta crescendo. Ci racconti come è iniziato?

Tutto ha avuto inizio dal fatto che avevo già compiuto 40 anni e mi dicevano che ero troppo vecchia o troppo qualificata! Se questo non è stato proprio l’inizio sicuramente ha rappresentato la motivazione a darmi da fare e far vedere che la mia mente era ancora vulcanica e che la professionalità acquisita nel tempo aveva un suo perché. Complice la mia deformazione professionale di statista e, dopo un’occhiata al mercato, ho riscontrato una vacatio importante: il management delle piccole strutture. Molto spesso si preferisce dare risalto ai grandi numeri a discapito delle piccole strutture, che vengono apostrofate come una “partita persa”, personalmente trovo più stimolante rendere produttivo e unico questo secondo prodotto.

Così nasce Interlude, dapprima come azienda di management e poi come soft brand ricettivo dedicato alle strutture sotto le 60 camere. Ci siamo sempre distinti dal folto numero di consulenti poiché ci siamo concentrati sull’operation quotidiano, formando i proprietari e poi il loro staff per poi focalizzarci sul posizionamento e sulla produttività delle location. Interlude nasce guardando alle grandi aziende di management, quelle delle grandi catene, ma adattando le soluzioni alle piccole strutture. Il passo da lì a creare il soft brand è stato brevissimo, questo grazie al fatto che le strutture con cui lavoro e lavoriamo sono il motore di un’esperienza unica e di momenti indimenticabili.

Dicono che le crisi portano grandi cambiamenti: quale è stata la chiave di svolta che ti ha portato a lasciare quello che facevi e creare questa nuova realtà?

Come ti dicevo prima mi ha smosso il fatto che le porte mi venivano chiuse per via dell’età o dei titoli di studio. I momenti critici, anche se ci fanno tribolare non poco, sono spesso quelli durante i quali la creatività sboccia e le soluzioni che troviamo sono spesso il valore aggiunto che dobbiamo alla nostra preparazione, alla nostra professionalità e alla nostra esperienza.

Ci racconti brevemente come si svolge la tua routine quotidiana e quali sono i tuoi obiettivi?

Sicuramente la mia routine nell’ultimo anno è cambiata parecchio. Non voglio dire peggiorata, ma è diventata più stanziale. In generale quando le macchine sono a lavoro, io mi occupo di programmare e sviluppare il passo successivo. In particolar modo se prima della pandemia mi trovavo in quel hotel o in quell’altra struttura ricettiva perché doveva essere inserita nel brand o perché avevamo da far partire nuovi progetti; oggi svolgo più o meno le stesse cose, ma con mio sommo dispiacere sono troppo dietro al pc. Del mio lavoro mi piace la parte più umana, quella che ti riempie anche di spunti per creare esperienze uniche da vivere: svegliarsi a Salina o sull’Etna, o ad Agrigento o ancora a San Giuliano Terme regala sempre qualcosa di diverso che aggiunge quel pizzico di sale alla creatività. E’ un duro lavoro, lo so, ma qualcuno lo deve pur fare e con grande “sacrificio” lo faccio io.

Quali sono le maggiori sfide che ti trovi ad affrontare, in quanto donna e professionista e ti è mai capitato di subire degli stereotipi di genere?

Devo dirti che mi è capitato nella vita di subire stereotipi, soprattutto all’inizio della mia carriera professionale. Infatti ero molto giovane, donna e Siciliana, tre cose che insieme non erano il massimo soprattutto quando mi sedevo ad un tavolo dove il più giovane aveva il doppio dei miei anni ed era anche sufficientemente navigato (o così pensava lui!) e, ostentava anche un accento milanese pur essendo di un paesino sperduto di non so quale regione. In più sono stata scambiata molto spesso per la segretaria del dott. Lo Mascolo – non sai quante volte hanno preso mio padre per il professionista. Nonostante ciò mi sono affermata dimostrando che avevo un cervello, che avevo le capacità di leggere le loro aziende meglio di come lo facessero loro (la cosa non sempre è stata graditissima dalla controparte) e soprattutto che avevo la soluzione per portarli fuori dal pantano in cui si erano piazzati. Di sicuro non è stato facile andare avanti, specialmente quando si viene apostrofate “signorina” in segno dispregiativo o aver ascoltato battute fuori luogo sulla Sicilia; ma allo stesso tempo è stato divertente vedere a volte la loro bocca aperta davanti all’evidenza.

Grandi progetti comportano grandi responsabilità. Quali sono le doti necessarie o da sviluppare per svolgere questo tipo di lavoro?

La mia maestra ti avrebbe detto la regola delle 10P: Parla Poco, Pensa Prima, Perché Parole Poco Pensate Portano Pene. Quando hai delle responsabilità grandi devi imparare a ponderare bene quello che dici. Questo in quanto rappresenti la tua azienda e a volte le parole possono distruggere quello che hai creato. Se vuoi lavorare nell’ambito turistico devi amare prima di tutto questo mondo, ma non perché sei un semplice viaggiatore, bensì perché devi sentirlo dentro come se fosse la tua missione. Proprio a tal proposito noi lavoriamo quando gli altri sono in vacanza e dobbiamo rendere questa esperienza un momento unico ed indimenticabile; difatti per noi non esistono le feste comandate, i ponti, questo poiché sono i momenti più intensi. Chi lavora nel nostro settore deve essere psicologo; comprendere e prevenire gli altri e, fare in modo che il problema non sorga. Fare il manager significa sapere fare quello che fanno gli altri e se è il caso accompagnarli mentre lo fanno. Fare il CEO significa avere la responsabilità di tutto e avere le spalle grandi per sopportarlo, ancora di più se lo sei di un’azienda che non ha il paracadute perché piccola.

Le donne hanno la capacità trasformarsi, di trovare al proprio interno risorse enormi per ricominciare e tu ne sei la prova. Cosa consiglieresti a chi si trova in bilico, e vorrebbe fare quel passo in più verso la carriera che sogna ma non ha il coraggio?

A chi non è mai caduto imparando a camminare? Ogni percorso inizia solo se facciamo il primo passo. Nessuno può dire che sarà facile o che non ci saranno degli ostacoli, ma penso anche che se non ci fossero sarebbe pure noioso. Poi, se ci pensiamo bene, la donna (più dell’uomo) ha nella sua natura il coraggio; parlo dell’audacia che ci vuole per essere madre, esserlo è il più grande atto di valore e di fiducia che una donna possa mai avere. Sicuramente la donna per secoli è stata sminuita come il “sesso debole”, probabilmente perché la sua forza e il suo coraggio hanno sempre spaventato gli uomini. Inoltre ci sono momenti che possono buttarci giù, è umano, ma quel passo in avanti non significa necessariamente cadere in un burrone, soprattutto se il vostro progetto è quello di costruire un ponte per andare dall’altra parte. Forse gli altri vedranno solo il burrone, mentre voi sapete che c’è un ponte per attraversarlo, dunque il mio consiglio è di seguire la vostra testa; lasciate stare le voci di chi dice che non si può fare. Walt Disney, nonostante tutti gli stereotipi che ha creato nei suoi cartoni, diceva “Se lo sogni, puoi”. Continuando a parlare di cartoni animati, ricordiamoci che è la fata che ha portato Cenerentola dal principe e non un mago a portare il principe da Cenerentola. Quindi lo stereotipo ci può essere se lo si vuole vedere per forza! Come ho scritto nel mio articolo per gli auguri di Natale: “Non è su come realizzare i vostri sogni. Ma su come vivere la vostra vita. Se la vivete in maniera giusta, il vostro karma andrà a posto. E saranno i vostri sogni a raggiungervi. “

 

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Read the interview in English

Brief introduction on your career path.

I have always thought that in a land like Sicily, tourism deserved much more. For this reason, after graduating in Statistics, I started to collaborate with institutions and universities in tourism related projects. I worked as a Sales Specialist for Marriott International, and I then managed to put into practice what I had learnt during that experience such as the management and the market positioning of some independent Hotels of which I was General Manager, as well as the dynamic revenue strategies application. 

I then founded Interlude Management srl and its Interlude Hotels & Resorts brand of which I am currently CEO. I also continue, with pride and passion, to dedicate myself to the training of new Tourism Managers at the UET, European University School for Tourism (based in Palermo).

Laura, CEO of Interlude Hotels..Can you tell us how it all started?

It all started when I turned 40 and everybody told me that I was too old or too qualified! If this was not exactly the beginning, it certainly represented the motivation to get busy and show that my mind was still volcanic and that I was ready to start something new. I analysed the market and I found out that there was also an important opportunity: the management of small independent hotels. I find independent properties fascinating, as there are more opportunities to make the product profitable and unique. This is how Interlude was born, first as a management company then as an accommodation soft brand targeting Hotels under 60 rooms. We have always distinguished ourselves from the large number of consultants because we are operational on the day to day tasks, we train the owners and their teams and we build the product positioning. Interlude was born by looking at what big chains were doing, but adapting the same solutions to small hotels. The next step from there was naturally to create the soft brand to create unique experience and unforgettable moments.

They say that crises bring great changes: what was the turning point that led you to leave what you did and create this new reality?

The turning point was when everybody closed all the doors in my face telling me that I was either too old or too qualified. Critical moments like this, even if they cause us great pain, are often those in which creativity blossoms and we find the right solutions. 

Can you briefly tell us about your daily routine? Moreover, what are your goals?

Certainly, my routine has changed a lot over the past year. I do not mean it got worse, but it has certainly become more sedentary. In normal times, I tend to plan and look for new opportunities to develop my business and as such, I use to travel a lot. These days, I do more or less the same things, but to my great regret, working from home.

What I like most about my work is the human interaction and the creativity it brings.. Thus waking up in Salina or on Etna, or in Agrigento or in San Giuliano Terme always gives something different that adds salt to the creativity. 

What are the biggest challenges you face, as a woman and as a professional. Moreover have you ever experienced gender stereotypes?

I must tell you that in my life I have suffered stereotypes, especially at the beginning of my professional career. I was very young, a woman and from Sicily, three things that put together were not easy when you sat at a table where the youngest person was twice your age and he was also sufficiently experienced (or so he thought!).  I could have been Dr. Lo Mascolo’s secretary – many times people considered my father the businessman and myself his secretary. I spoke out and demonstrated that I had a brain, that I knew how to read a company’s financial statement and  I always had the solution to take them out of the quagmire in which they had placed themselves. It was not easy, but it was fun to leave them speechless at times! It has never been easy and it has often been heavy to hear “Signorina” as a derogatory sign or to hear jokes about Sicily.

Big projects involve big responsibilities. What skills are necessary and what we should develop to carry out this type of work?

My teacher would have said the 10P rule: “Parla Poco, Pensa Prima, Perché Parole Poco Pensate Portano Pene” translated “speak less, think first, because weightless words lead to problems”. When you have big responsibilities, you have to learn to think carefully about what you say. You represent your company and words can easily destroy what you have created. If you want to work in the tourism sector, you must first love this industry and feel like it is a part of you. We work when other people are on holiday and we must make their holiday an unique and unforgettable experience. For us there are no Bank Holidays and long weekends. We are psychologists, because we must understand our customers and prevent errors before they occur. Being a manager means leading by example. Being a CEO means having responsibility for everything and having big shoulders to bear it, especially when you are in a small company that does not have a parachute.

Women have the ability to transform themselves, to find enormous resources within themselves to start over and you are the proof of this. What would you recommend to whom is in the balance, and would like to take that extra step towards the career she dreams of but is lacking boldness?

Who has never fallen while learning how to walk? Each path begins only if we take the first step. It will never be easy or without obstacles, but I think that without obstacles it would be boring as well. Moreover, if we think about it, we can say that a woman, more than a man, has courage in her nature. Thinking about the courage that it takes to become a mother, the greatest act of courage and trust that a woman can ever have. There are moments that can bring us down, it is human, but that step to go forward does not necessarily mean jumping off a cliff, especially if your project is about building a bridge to go to the other side. Other people will see there a ravine, but you know that there is a bridge to cross it, so go ahead. Ignore who says that it is impossible. “If you dream it, you can” said Walt Disney who has created a lot of stereotypes in his cartoons, but we should pick the right ones. Remember that a fairy took Cinderella to the prince? It was not a wizard who brought the prince to her. Therefore, there is a stereotype only if you really want to see it! As I wrote in my Christmas card article: It is not about making your dreams come true. But how you live your life. If you live it right, your karma will fall into the correct place. Thus your dreams will reach you.

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