A day in the life: Women in Marketing (Ita/Eng)

Giulia Eremita

Meet Giulia Eremita, Marketing & Communication specialist in Tourism, Sustainability and Wine. Read the full interview in Italian and English below.

Ciao Giulia, raccontaci un pò il tuo percorso di carriera fino ad oggi.

Ho praticato l’attività di giornalista cronista prevalentemente dagli anni dell’Università a Perugia dove ho studiato Scienze della Comunicazione a qualche anno dopo, tra Sardegna, Roma e Toscana, quando ad un certo punto ho deciso di ampliare gli orizzonti e occuparmi di un nascente portale in Italia di nome Trivago all’estero, in Germania. Dalla sede di Duesseldorf mi sono occupata prima di community, comunicazione, pianificazione adv e SEO, ma anche di sviluppo del business b2c e b2b con l’industry alberghiera, prima da Country Manager Italia, poi da Industry Manager.

Esperienza durata 12 anni che si è conclusa quest’anno e che mi lascia soprattutto una grande carica per costruire cose nuove e mettere a disposizione la mia esperienza. Negli ultimi anni ho avuto modo di intensificare le collaborazioni esterne nell’ambito della formazione, eventi di settore e all’università di Oristano, con un breve passaggio nella parte destinazione, sempre in ambito web marketing nel turismo e comunicazione digitale. Attualmente, come in passato, mi muovo per opportunità di mercato. Ci sono nuovi ambiti che necessitano di competenze come le mie e questo mi affascina molto perché mi da’ la possibilità di conoscere nuovi verticali molto vicini al turismo che allargano molto le possibilità di prodotto, come il food, in particolare il vino, e l’ambito della sostenibilità. Turismo, wine e food e sostenibilità ritengo siano degli asset strategici nel nuovo modello di accoglienza che finora hanno proceduto in parallele, senza mai incontrarsi.

Giulia, una donna nel marketing turistico, keynote speaker, blogger, esperta di destinazioni. Cosa ti ha portato all’amore per questo settore?

Come avrai visto dal mio percorso di carriera non lineare, nel turismo ci sono finita per caso, sono stata accolta a braccia aperte e mi sono davvero appassionata a questo settore, grazie soprattutto alle persone che ho incontrato. È soprattutto un business di relazioni e di persone, in questo, io mi sento molto a mio agio per indole.

Ci racconti brevemente come si svolge la tua routine quotidiana e quali sono i tuoi obiettivi?

Sicuramente dalle 10 alle 17 sono al PC, dopo e prima di questi orari, per via dei bimbi, diventa più difficile e mi devo organizzare. Faccio colazione con mio marito, dopo che abbiamo portato i bimbi all’asilo, e questo possiamo dire che è il momento della giornata più tranquillo, dove mi riguardo l’agenda e pianifico le cose da fare per priorità. Dopodiché “parto” proprio, vengo letteralmente inghiottita nelle attività. Questo è un momento in cui ho una collaborazione primaria a cui dedico la metà del mio tempo, il resto è pianificazione di corsi o eventi ricorrenti per il prossimo anno, post e contenuti che per me sono a tutti gli effetti momenti di studio e condivisione, e nuove collaborazioni che sto valutando e che, come sempre più spesso accade, richiedono di costruire strategie, posizionamenti e cose nuove. Ragionando sugli obiettivi, mi piace lavorare sui brand, costruire relazioni solide, accompagnare le aziende al livello successivo, tutto questo nel giusto compromesso di lavorare in libertà dove voglio, senza orari prestabiliti; idealmente con chi e per chi voglio che ritengo sia, in questa fase, un grande lusso.

Quali sono le maggiori sfide che ti trovi ad affrontare, in quanto donna e professionista?

Mi ritengo piuttosto fortunata perché per anni non mi sono mai sentita screditata al lavoro in quanto donna, sarà anche per l’ambiente internazionale in cui ho lavorato. Al livello nazionale e locale vedo certamente ancora delle grandi difficoltà, a partire dalla composizione dei tavoli decisionali e di potere fino all’ultimo dei convegni dove, in tutti i campi, anche in quelli prevalentemente femminili, a parlare sono soprattutto e sempre gli uomini e, spesso, solo sopra una certa età. Quando posso reclamo la nostra assenza, assieme al gruppo #boycottmanels – per boicottare panels di soli uomini – di cui faccio parte e che mi ha aperto un mondo; quando conosco chi organizza, contatto e mi metto a disposizione a trovare delle donne idonee. Vedo che spesso il tema non viene capito, oppure – peggio – si chiama qualcuno tanto per, per poi dimenticarsi ancora di gestire con un maggiore equilibrio all’appuntamento successivo, senza che nessuno debba rimarcare ancora. Insomma, la normalità su questo è ancora molto lontana.

Le donne hanno la capacità di fare molteplici cose contemporaneamente e tu ne sei la prova vivente. Oltre che professionista, sei donna, moglie e mamma. Conciliare lavoro e famiglia si può! Abbattiamo gli stereotipi, raccontaci come.

Si può certamente e mi dispiace molto che qualche donna scrive di non potersi permettere la famiglia perché impegnata con il lavoro e la carriera e che un uomo con figli abbia più possibilità lavorative ed economiche di una donna con figli. Che i figli per un uomo non sono un problema, mentre in fase di colloquio o al lavoro continuano ad esserlo per la donna. Continuo a sentire di colleghe validissime che si sono trovate davanti ad un bivio, ma non per scelta loro! Questo mi fa rabbia. Decidere di non mettere su famiglia e figli è un diritto di tutti, così come quello di non averli, ma mettere sullo stesso piano lavoro e famiglia è assurdo. A me è capitato di diventare mamma e, a dirla tutta, non ci avevo mai davvero pensato, così come alla carriera! Come concilio il tutto? Con i bimbi piccoli siamo sempre in movimento. Ogni giorno un pezzetto, mi sembra di non aver mai finito né mai iniziato, però vado avanti e semino e mi rendo conto magicamente di aver fatto tutto quello che dovevo fare, attorno chiedo sempre la massima collaborazione nella organizzazione della casa e cerco di semplificare passaggi e tempi. Coraggio tutte, si può, divertiamoci a riconoscere gli stereotipi e abbattiamoli!

L’innovazione e lo sviluppo personale partono da un’idea ma anche dal coraggio: negli ultimi anni stiamo vedendo sempre più donne che escono dal guscio e diventano imprenditrici nel nostro settore, che consigli vorresti dare alle donne che hanno un’idea da trasformare in progetto e vorrebbero seguire la tua strada?

Là fuori ci sono donne molto più coraggiose di me in fatto di imprenditoria! Posso dire loro di seguire gruppi inclusivi come WHTT, confrontarsi con più persone possibili e seguire le proprie passioni. Nel nostro settore ci sono donne che seguono le proprie passioni, con dedizione e visione, e costruiscono business che le rispecchiano e che spesso sono vincenti e lasciano davvero il segno! Il ruolo della donna imprenditrice e sempre più decision maker è essenziale per sbloccare le capacità inespresse di questo Paese.

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Read the interview in English:

Hi Giulia, tell us a little about your career path so far.

I started working as a journalist reporter during my University years in Perugia where I studied Communication, and then between Sardinia, Rome and Tuscany. At a certain point I decided to broaden my horizons and work for a nascent portal in Italy called Trivago, so I moved to Germany. From the Duesseldorf office, I first dealt with community, communication, adv planning and SEO, but also with the development of the b2c and b2b business with the hotel industry, first as Country Manager Italy, then as Industry Manager. An experience that lasted 12 years, it ended in 2020 and it left me with the need to build new opportunities and share my experience. Over the past few years, I have had the opportunity to work on the training and events field and at the University of Oristano, mostly in destination, web marketing, tourism and digital communication. I have always been looking for market opportunities. There are many sectors that search for skills like the ones I developed, and this is fascinating because it gives me the opportunity to get to know new verticals close to tourism that expand the product possibilities such as food, wine and sustainability. I believe in tourism, wine, food and sustainability as strategic assets in the new hospitality model that have so far developed in parallel, without ever meeting.

Giulia, you are an expert in tourism marketing, a keynote speaker, blogger, destination expert. Where does the love for the tourism industry come from?

As you have seen from my non-linear career path, I ended up in tourism by chance. I was welcomed with open arms and I got passionate about this sector, thanks above all to the people I met. It is a business of relationships and people and I feel amazingly comfortable in this by nature.

Can you briefly tell us about your daily routine and what are your goals?

From 10 am to 5 pm I am at sitting in front of my computer, the rest of the time I take care of my children. In the morning, after taking the children to the kindergarten, I have breakfast with my husband: this is the most peaceful time of the day, where I look at the agenda and plan my workday. After that, I am literally swallowed up in activities. I dedicate half of my time to the main project I am responsible for, the rest of the time it is about planning training or events, posts and contents that are worth studying and sharing, and new collaborations that I am evaluating and that, as increasingly often happens, require building strategies, positioning and new goals. Thinking about the objectives, I like to work on brands, build solid relationships, take companies to the next level. All this by working freely from where I want, without fixed hours; ideally with whom and for whom I want to and that I think it is, in this phase, a great luxury.

What are the biggest challenges you face, as a woman and a professional?

I consider myself quite fortunate because for years I have never felt discredited at work as a woman, maybe also thanks to the international environment in which I have worked. At the national and local level, I certainly still see great challenges, starting with the executive tables and conferences where, in all fields (even in the predominantly female ones), it is mostly men lecturing or speaking. Women and young talents are frequently left aside. When I claim our absence, together with the # boycottmanels group – meant to boycott men-only panels as the name says – I get in touch with the organizer and make myself available to find suitable women to join the event. Most times this is not understood or even worse, they just include some woman “to make me happy”. The next time the event is held, the same situation happens and again we go back to men-only panels. In short, normality on the gender balance is still a long way off.

Women can do multiple things at once and you are living proof of that. Besides being a professional, you are a woman, wife, and mother. It is possible to combine work and family! Let’s break down stereotypes, tell us how.

It is certainly possible, and I feel deeply sorry when I hear women say that they cannot build a family because they are busy with their jobs or that a man with a family has more choices than a woman when it comes to building a career. It is also a stereotype to hear people saying that children are no men’s problem and that they are only women’s responsibility. Many valuable colleagues have found themselves at a crossroads about that, but not by choice! This makes me angry. It’s your right to choose to have a family or not but putting work and family on the same level is just nonsense. I happened to become a mother and, to be honest, I had never really thought about it… as well as about my career! How do I reconcile everything? With small children, we are always on the move. I never stand still; I feel like I always have to do something more but nevertheless, I go ahead and in the end I realize that I did everything I was meant to do. I always ask for maximum collaboration in the organization of the house and I try to simplify things. Come on everyone, we can balance family and work, let acknowledge the stereotypes and break them down!

Innovation and personal development start with an idea but require courage: in recent years we are seeing more and more women coming out of their shells and become entrepreneurs in our industry, what advice would you give to women who have an idea to transform on the project and would like to follow a path similar to yours?

There are women out there much braver than me when it comes to entrepreneurship! I can tell them to follow inclusive groups like WHTT, network with as many people as possible and follow their passions. In our sector, there are women who pursue their dreams, with dedication and vision, and build businesses that reflect their beliefs that become successful and really leave their mark! The rise of the woman entrepreneur and decision maker is essential to unlock the potential of our country.

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